La parola “assassino” si rifà al termine usato per identificare comunemente i Nizariti, ovvero gli aderenti al movimento ismailita fondato da Ḥasan-i Ṣabbāḥ che, nell’Oriente islamico dell’età delle Crociate, diede vita a una peculiare esperienza statuale ad Alamūt, nelle montagne dell’Iran centro-occidentale. Il nome assassino era usato nell’Occidente cristiano per designare i seguaci del vecchio della montagna o gran maestro degli assassini, l’Imam cui dovevano cieca obbedienza. Il nome deriverebbe da hashishiyyin (seguace di Hasan), ma alcuni sostengono che questo termine alluda al presunto uso dell’hashish di cui si sarebbe servito il vecchio della montagna per provocare l’inebriamento dei suoi fedeli. Questa organizzazione fu una diramazione degli eretici musulmano-sciiti fondata dal persiano Hasan al-Sabbah il quale, dapprima sostenitore dei Fatimiti egiziani, divenne poi seguace di Nizar, fratello e rivale del loro capo, musta’li: egli, postosi alla testa degli ismailiti persiani, stabilì nel 1090 la propria base nella fortezza di Alamut a Nord/Est di Qazwin (Persia orientale), organizzando rigidamente la setta e combattendo con successo i sovrani musulmani ortodossi, specialmente i selgiuchidi.
giugno 2, 2009
Assassino!
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